27 1 20 Opera (MI) – Le farfalle di Terezín

 

 

 

Centro Polifunzionale di Opera – Via Gramsci, 21

lunedì 27 gennaio 2020 – ore 20.30

In occasione della Giornata della Memoria, Maskere – con il patrocinio del Comune di Opera – propone un evento teatrale dal titolo LE FARFALLE DI TEREZÍN, con poesie scritte dai bambini internati nel campo di concentramento di Theresienstadt (o ghetto di Terezín) nell’attuale Repubblica Ceca.

Per la regia di Nadia Bruno, interpreti delle poesie saranno i bambini del corso di recitazione (2019/2020) con intermezzi del coro degli alunni a indirizzo musicale dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di Opera.

 

INGRESSO LIBERO

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I bambini di Terezín erano quasi 15.000 minori ebrei (inclusi adolescenti), che tra il 1941 e il 1945, vissero nel campo di concentramento. Nonostante la fame, le malattie e le molte privazioni, sotto la guida di alcuni pedagogisti prigionieri con loro nel campo hanno lasciato tracce sorprendenti della loro creatività e voglia di vivere: disegni, racconti, poesie, musica, prima di essere quasi tutti deportati a gruppi nei ghetti della Polonia e quindi direttamente nei campi di sterminio. L’United States Holocaust Memorial Museum calcola che il «90 per cento di quei bambini morirono nei campi di sterminio».

Questo campo fu oggetto di un programma di abbellimento a cui, nel giugno del ‘44, lo sottoposero i nazisti per prepararlo alla visita di due delegati svizzeri della Croce Rossa Internazionale e due rappresentanti del governo Danese.
La visita della Croce Rossa a Terezín, non fu certo l’unica visita a un campo nazista, ma è sicuramente la più famosa, dato che i tedeschi poterono usare quell’episodio come potente mezzo di propaganda.
Già nel ‘42 si cominciava a parlare degli orrori dei campi di concentramento, e in particolare il governo danese premeva per conoscere le condizioni dei 466 ebrei danesi deportati a Terezín nell’ottobre del 1943, i tedeschi non poterono rifiutare la visita senza destare sospetti. Nella primavera del 1944 i nazisti cominciarono ampi miglioramenti del ghetto in preparazione della visita della Croce Rossa: furono aperti dei negozi, perfino un caffè, costruiti un parco giochi per bambini, un auditorium per la musica, piantati alberi e fiori. Inoltre per eliminare l’impressione di sovrappopolazione del campo e nascondere gli effetti della malnutrizione, 7.500 ebrei giudicati “impresentabili” vennero deportati ad Auschwitz.
Gli altri furono istruiti per recitare una grande messinscena.

La visita ebbe luogo il 23 giugno e durò dalle dieci del mattino alle sei di sera. La delegazione venne guidata dal comandante del campo Karl Rahm e da Paul Eppstein, capo del consiglio ebraico; ai visitatori fu concesso di guardare ovunque, di aprire ogni porta e soddisfare ogni curiosità, fu loro offerta addirittura la visione di uno spettacolo: l’opera Brundibàr scritta dal deportato Hans Krása ed eseguita dai bambini del campo.

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